Nokia e le start up dei suoi rottamati

Come altre grandi imprese alle prese con la crisi, anche Nokia sta tagliando manodopera a tutto spiano: almeno diecimila dipendenti in meno a livello mondiale. In Finlandia il contraccolpo rischia di essere ancora più doloroso, dopo quella particolare dipendenza dal colosso della telefonia che aveva fatto nascere il termine di Nokialand: 3.700 licenziamenti, il 40 per cento della forza lavoro. Intanto, il peso di Nokia nel pil è calato dal 4 per cento del 2000 allo 0,5 del 2011.
6 AGO 20
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Come altre grandi imprese alle prese con la crisi, anche Nokia sta tagliando manodopera a tutto spiano: almeno diecimila dipendenti in meno a livello mondiale. In Finlandia il contraccolpo rischia di essere ancora più doloroso, dopo quella particolare dipendenza dal colosso della telefonia che aveva fatto nascere il termine di Nokialand: 3.700 licenziamenti, il 40 per cento della forza lavoro. Intanto, il peso di Nokia nel pil è calato dal 4 per cento del 2000 allo 0,5 del 2011. I telefonini, a loro volta, erano stati frutto di una dura ristrutturazione produttiva, dopo che il collasso delle economie comuniste aveva all’improvviso tolto alla Finlandia il mercato privilegiato su cui i suoi produttori si erano adagiati dopo il 1945, nel clima della “finlandizzazione”.
Adesso, una nuova spettacolare trasformazione sta avendo luogo proprio in concomitanza con il ridimensionamento di Nokia: l’esordio di una serie di start up, sempre nel campo delle nuove tecnologie, che sono state ideate e materialmente create proprio da ex dipendenti della Nokia, e che profittano non solo del know-how accumulato e del capitale umano direttamente formato dalla società, ma anche dell’ambiente indotto nella “Silicon Valley del nord Europa”, come è stata ribattezzata Helsinki. Finora sono ben 220. In più, dallo scorso aprile, la stessa Nokia ha iniziato un programma per aiutare i dipendenti che vengono licenziati ad avviare le proprie start up, con finanziamenti e formazione. Un’interessante alternativa alla brutale scelta tra assistenzialismo e rottamazione, ora al centro del grande convegno delle start up, la “Slush Conference”, che si terrà a Helsinki il 20 e 21 dicembre.